“Vada per la crema, ma il detergente uso il mio”

“Vada per la crema, ma il detergente uso il mio”

Quante volte, nel nostro istituto, durante una proposta di vendita, abbiamo sentito questa frase?

E quante volte abbiamo ceduto per il timore di perdere la vendita anche della crema proposta?


Ricordiamoci che una delle cause più frequenti di disidratazione è data da una detersione inadeguata e spesso troppo aggressiva fino a rendere insufficienti i benefici della crema.

E’ noto che l’uso dei comuni saponi causa secchezza e irritazione, ma anche l’utilizzo di alcuni tensioattivi sintetici (o syndets) e non ionici, comunemente ritenuti poco aggressivi, possono causare una azione lesiva sulla cute, deteriorando la barriera, ponendo così le basi per una iperreattività caratteristica di una cute sensibile, fino ad arrivare a una vera dermatite irritativa da contatto.


A differenza del materiale sebaceo, che viene più o meno prontamente ripristinato dopo il lavaggio, i fattori epidermici che concorrono a determinare la WHC e quelli che si amalgamano a formare il cemento multilamellare non possono essere facilmente rimpiazzati. La loro sintesi, prontamente avviata nei cheratinociti dello strato granuloso, richiede molte ore.

La disfunzione dello strato corneo, in tal modo, cronicizza, con un aumento della TEWL e una riduzione del patrimonio idrico.

Anche le pelli seborroiche, spesso sottoposte a frequenti lavaggi, possono soffrire per la perdita di fattori lipidici e idrosolubili non immediatamente ripristinabili; infatti è frequente riscontrare in questi soggetti un’oleosità persistente associata a disidratazione.

D’altra parte, va detto che, anche in assenza di tensioattivi, un semplice lavaggio solo con acqua, protratto per lungo tempo, e soprattutto con acqua molto calda, può asportare le sostanze idrofile dello strato corneo, soprattutto in presenza di una barriera fragile.





11 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti