L’acido Ialuronico

Al suono della parola “acido ialuronico” siamo soliti pensare all’ingrediente cosmetico, alle punture effettuate dal chirurgo estetico o comunque a qualcosa che viene apportato dall’esterno.

In realtà dobbiamo fermarci un attimo a riflettere sul fatto che l’acido ialuronico è presente in diversi tessuti, come nelle cartilagini, nei tendini, nel liquido sinoviale, nell’umor vitreo (in cui è stato isolato per la prima volta nel 1934 dal biochimico tedesco Karl Meyer e dal suo collega John Palmer) e soprattutto nella pelle, dove ne troviamo oltre la metà di quello presente in tutto il corpo umano.

Qui, le molecole, costituiscono la più importante componente dei riempitivi negli spazi intracellulari e svolgono la principale funzione di mantenere il giusto grado di idratazione della cute. Questo grazie alla sua composizione chimica in grado di attrarre e trattenere le particelle di acqua: si pensi che un grammo di acido ialuronico può legare fino a 6 L di acqua…

Con il passare degli anni, la quantità e l’efficienza di tale componente diminuisce in modo importante. Il turnover, che inizialmente ha una durata di ca 24 ore, subisce notevoli alterazioni: se ne riduce la sintesi e si aumenta la sua degradazione soprattutto a causa delle ialuronidasi (gruppo di enzimi del gruppo delle MetalloProteinasi, ad azione litica) “supportati” dai radicali liberi.

Le prime notevoli diminuzioni cominciano a partire dai 25 anni circa e passando ad una presenza del 40% attorno ai 40 anni si arriva, nel tempo, ad avere una quantità di acido ialuronico cutaneo che si aggira attorno al 10% rispetto alla quantità iniziale.

Ecco quindi come, aldilà dell’acido ialuronico come principio attivo cosmetico, e ancora meno come filler di medicina estetica, diviene fondamentale agire, tempestivamente, sulla protezione del patrimonio biologico di questo componente essenziale, agendo sulla protezione anti-ossidante, per esempio, ingredienti quali polifenoli e vitamine E e C, o sull’inibizione della ialuronidasi, grazie ad attivi come l’alga Padina pavonica o la stessa Vitamina C.




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